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Barbera Sei Castelli: Radici sotto la terra, poesia sotto la pelle

Barbera Sei Castelli: Radici sotto la terra, poesia sotto la pelle

Nel silenzio raccolto del Museo L’Anima del Vino, tra le mura della cantina e il respiro lento delle colline, nasce Radici sotto la terra, poesia sotto la pelle: un viaggio sensibile dentro ciò che ci precede e ci attraversa. Una mostra che intreccia vino, memoria e arte per raccontare il legame invisibile ma indissolubile tra l’uomo, la natura e il tempo. Qui la terra non è soltanto materia: è memoria vivente.

Ogni zolla custodisce gesti antichi, fatiche, stagioni, attese. Il museo conserva la storia di donne e uomini che hanno imparato ad ascoltare il paesaggio, trasformando la vite in cultura, il lavoro in identità, il vino in linguaggio dell’anima. Al centro del percorso espositivo emergono le opere di Ezio Ferraris, nate da ceppi di vite estirpati alla terra. Radici spezzate, ferite dal tempo, che rinascono come forme artistiche cariche di memoria e di vita. Ciò che sembrava concluso si trasforma in nuova presenza: il legno conserva le cicatrici delle stagioni e diventa testimonianza di resistenza, metamorfosi, rinascita. Ad accompagnare questo dialogo silenzioso tra materia e memoria, le musiche originali del Maestro Christian Ravaglioli, che avvolgono lo spazio come un respiro invisibile. Questa storia affonda le proprie radici anche nella ferita della fillossera, il parassita che nell’Ottocento devastò i vigneti europei. Eppure, proprio dalla distruzione nacque una possibilità inattesa: grazie all’innesto delle viti europee su ceppi americani resistenti, la Barbera tornò a vivere sulle colline. Una lezione silenziosa della natura: ciò che sopravvive non è ciò che resta immutabile, ma ciò che sa trasformarsi senza perdere la propria essenza.

La fragilità si fece forza. La ferita divenne origine di nuova vita. In questo orizzonte, custodito tra le colline riconosciute come UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, si inserisce la ricerca artistica di Germano Casone. Modellando la creta, materia primordiale, umile e sacra, l’artista sembra interrogare il mistero stesso dell’esistenza. Le sue opere non offrono risposte: aprono soglie interiori. Ogni forma nasce come domanda rivolta al visitatore, un invito a sostare nel dubbio, nell’ascolto, nella parte più fragile e autentica di sé. I libri consumati dal tempo, ricorrenti nelle sue sculture, diventano simboli profondi di memoria e conoscenza, ma anche del limite umano di fronte all’infinito. Sono tracce di ciò che passa da una generazione all’altra, ponti silenziosi tra il sé e l’altro, tra la materia e lo spirito. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla dispersione del senso, Casone restituisce centralità all’interiorità: la materia si fa meditazione, e l’arte torna a essere un cammino verso il mistero che abita l’uomo. Radici sotto la terra, poesia sotto la pelle è dunque molto più di una mostra: è un’esperienza di ascolto. Un invito a riconoscere ciò che rimane invisibile ma essenziale, le radici che sostengono la vita, la memoria che attraversa il tempo, la poesia nascosta nelle cose semplici. Tra legno, argilla, musica e vino, il visitatore è chiamato a rallentare, ad abitare il silenzio, a ritrovare un contatto autentico con la terra e con la propria interiorità. Perché forse è proprio lì, sotto la superficie del mondo e sotto la pelle delle cose, che continua a vivere ciò che siamo davvero.

  • Barbera Sei Castelli: Accoglienza presso il Centro Enoturistico Il Risveglio del Ceppo. Regione Opessina, 41, 14040 Castelnuovo Calcea AT
  • 20 giugno 2026
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