News & Eventi

@ArtePadova

Quattro giorni all’insegna dell’arte, con oltre 15.000 opere in mostra su 28.000 mq di superficie, la partecipazione di oltre 300 espositori e una media di 26.000 visitatori per anno, in uno dei distretti fieristici più produttivi d’Europa dalla forte risonanza nazionale e internazionale.

  • Arte Padova
  • 13 - 16 Novembre 2026
  • Padiglione 7 - Stand 100

Genesi: "dove tutto comincia, prima che diventi identità"

Siamo lieti di invitarLa all'inaugurazione della mostra

Genesi "dove tutto comincia, prima che diventi identità" di Alfonso Fratteggiani Bianchi

A cura di Federico Bonfiglio

Musica del violinista Matteo Rolando.

Un percorso tra arte contemporanea e atmosfere evocative, accompagnato da musica dal vivo eseguita dal violinista Matteo Rolando.

  • ArtGallery 28/10, via Gramsci 57 Alessandria
  • 28 Ottobre 2026 - ORE 18:30
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8.NOVECENTO e Contemporary @Modena

8.Novecento torna a Modena per tre giorni dedicati ad arte, collezionismo, design e modernariato.

Un appuntamento che attraversa epoche e linguaggi, dove il fascino del passato incontra la ricerca contemporanea, in un dialogo continuo tra stile, materia e visione.

  • Modena Fiere
  • 18 - 20 Settembre 2026
  • Padiglione A - Stand A66

Alice Bel Colle: Una vita a colori

Fondata nel 1955, la Cantina ha costruito la propria identità attorno al Barbera e ai vini aromatici dolci, custodendo la vocazione più autentica del territorio e trasformandola, nel tempo, in una ricerca costante di qualità, equilibrio ed eccellenza. L’innovazione tecnologica, dai sistemi di filtrazione evoluti alle vasche in acciaio inox, fino alla microfiltrazione di ultima generazione, non ha mai segnato una frattura con il passato, ma il naturale compimento di una storia profondamente radicata nella terra, nella memoria e nella cultura del vino. La storia della Cantina insegna che il vero progresso non nasce dalla rinuncia alle proprie origini, ma dalla capacità di attraversare il tempo senza perdere la propria anima. Tradizione e innovazione, anziché opporsi, diventano così le due forze complementari di una stessa identità: una tensione continua verso l’autenticità, dove ogni trasformazione conserva le tracce di ciò che l’ha preceduta.

Tra le colline Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e i filari che da generazioni raccontano il dialogo silenzioso tra uomo e natura, la Cantina apre oggi i propri spazi all’arte, accogliendo la ricerca pittorica di Ivan Lorenzo Frezzini. Una vita a colori nasce dall’incontro tra due processi di trasformazione: quello del vino, che attraverso il tempo, la cura e l’attesa raggiunge la propria essenza, e quello della pittura, dove il colore si libera sulla superficie dando forma a immagini in continua metamorfosi. All’interno degli ambienti della Cantina, le opere instaurano un dialogo profondo con lo spazio produttivo: le cromie intense, le stratificazioni e le dissolvenze dei volti sembrano riflettere la stessa energia organica che attraversa la terra, il mosto e il lento respiro della fermentazione. Il volto umano, elemento centrale della ricerca di Frezzini, emerge e si dissolve nella materia pittorica come un ricordo che affiora dal tempo, evocando identità mutevoli, emozioni sedimentate e possibilità di rinascita.

La Cantina diventa così non soltanto luogo di produzione, ma spazio di contemplazione e relazione, dove arte e vino condividono la medesima vocazione alla trasformazione. Come il vino matura attraversando stagioni, silenzi e attese, anche l’opera pittorica prende forma attraverso sovrapposizioni, equilibri e mutamenti continui. In entrambe vive la ricerca di qualcosa che non sia soltanto materia o immagine, ma esperienza autentica, capace di parlare alla memoria e alla sensibilità di chi osserva. Questa esposizione rappresenta dunque un incontro profondo tra materia, memoria e visione: un percorso sensoriale e umano in cui il territorio si racconta non solo attraverso il vino, ma anche attraverso il linguaggio universale del colore. Una vita a colori è un invito ad abitare il cambiamento, lasciandosi guidare dalla forza trasformativa dell’arte e dalla profondità di una tradizione che continua a rinnovarsi senza smarrire la propria identità.

  • Alice Bel Colle
  • 27 giugno 2026
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Barbera Sei Castelli: Radici sotto la terra, poesia sotto la pelle

Nel silenzio raccolto del Museo L’Anima del Vino, tra le mura della cantina e il respiro lento delle colline, nasce Radici sotto la terra, poesia sotto la pelle: un viaggio sensibile dentro ciò che ci precede e ci attraversa. Una mostra che intreccia vino, memoria e arte per raccontare il legame invisibile ma indissolubile tra l’uomo, la natura e il tempo. Qui la terra non è soltanto materia: è memoria vivente.

Ogni zolla custodisce gesti antichi, fatiche, stagioni, attese. Il museo conserva la storia di donne e uomini che hanno imparato ad ascoltare il paesaggio, trasformando la vite in cultura, il lavoro in identità, il vino in linguaggio dell’anima. Al centro del percorso espositivo emergono le opere di Ezio Ferraris, nate da ceppi di vite estirpati alla terra. Radici spezzate, ferite dal tempo, che rinascono come forme artistiche cariche di memoria e di vita. Ciò che sembrava concluso si trasforma in nuova presenza: il legno conserva le cicatrici delle stagioni e diventa testimonianza di resistenza, metamorfosi, rinascita. Ad accompagnare questo dialogo silenzioso tra materia e memoria, le musiche originali del Maestro Christian Ravaglioli, che avvolgono lo spazio come un respiro invisibile. Questa storia affonda le proprie radici anche nella ferita della fillossera, il parassita che nell’Ottocento devastò i vigneti europei. Eppure, proprio dalla distruzione nacque una possibilità inattesa: grazie all’innesto delle viti europee su ceppi americani resistenti, la Barbera tornò a vivere sulle colline. Una lezione silenziosa della natura: ciò che sopravvive non è ciò che resta immutabile, ma ciò che sa trasformarsi senza perdere la propria essenza.

La fragilità si fece forza. La ferita divenne origine di nuova vita. In questo orizzonte, custodito tra le colline riconosciute come UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, si inserisce la ricerca artistica di Germano Casone. Modellando la creta, materia primordiale, umile e sacra, l’artista sembra interrogare il mistero stesso dell’esistenza. Le sue opere non offrono risposte: aprono soglie interiori. Ogni forma nasce come domanda rivolta al visitatore, un invito a sostare nel dubbio, nell’ascolto, nella parte più fragile e autentica di sé. I libri consumati dal tempo, ricorrenti nelle sue sculture, diventano simboli profondi di memoria e conoscenza, ma anche del limite umano di fronte all’infinito. Sono tracce di ciò che passa da una generazione all’altra, ponti silenziosi tra il sé e l’altro, tra la materia e lo spirito. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla dispersione del senso, Casone restituisce centralità all’interiorità: la materia si fa meditazione, e l’arte torna a essere un cammino verso il mistero che abita l’uomo. Radici sotto la terra, poesia sotto la pelle è dunque molto più di una mostra: è un’esperienza di ascolto. Un invito a riconoscere ciò che rimane invisibile ma essenziale, le radici che sostengono la vita, la memoria che attraversa il tempo, la poesia nascosta nelle cose semplici. Tra legno, argilla, musica e vino, il visitatore è chiamato a rallentare, ad abitare il silenzio, a ritrovare un contatto autentico con la terra e con la propria interiorità. Perché forse è proprio lì, sotto la superficie del mondo e sotto la pelle delle cose, che continua a vivere ciò che siamo davvero.

  • Barbera Sei Castelli: Accoglienza presso il Centro Enoturistico Il Risveglio del Ceppo. Regione Opessina, 41, 14040 Castelnuovo Calcea AT
  • 20 giugno 2026
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La Maranzana: Fascino femminile

Fascino Femminile prende vita negli spazi di Cantina La Maranzana, luogo in cui tempo, materia e memoria si intrecciano naturalmente. Fondata alla fine degli anni ’50 dall’unione di viticoltori del Monferrato, la cantina custodisce ancora oggi l’anima autentica di una comunità che trasforma il lavoro condiviso in cultura, identità e profondo rispetto per la terra.

Nel cuore del Monferrato, riconosciuto patrimonio mondiale dell’UNESCO, ogni vino nasce esclusivamente dai vigneti dei soci, portando con sé il carattere vivo del territorio. In questo contesto, la pittura di Mitzi Simonetti trova una risonanza profonda. Come il vino matura lentamente fino a rivelare la propria essenza, così le sue figure femminili emergono dalla tela con una presenza intensa e sospesa, tra memoria e visione, fragilità e forza. In Fascino Femminile, i volti, gli sguardi e i silenzi delle protagoniste custodiscono una bellezza intima e senza tempo, capace di evocare emozioni profonde e universali. In queste terre, riconosciute come Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte, la natura conserva il tempo e lo restituisce sotto forma di vino; la pittura trattiene emozioni e le restituisce sotto forma di immagine. Entrambe nascono da un gesto lento, profondo, necessario. La mostra diventa così un dialogo tra vino e pittura, tra esperienza sensoriale e visione interiore. Le opere di Simonetti risuonano con il ritmo lento della natura e del lavoro umano, trasformando lo spazio in un luogo intimo dove materia, memoria ed emozione si incontrano. Lo spettatore è invitato non solo a osservare, ma ad abitare un’esperienza autentica, capace di parlare ai sensi e all’anima.

  • Cantine La Maranzana: Via San Giovanni 20, Maranzana (AT)
  • 13-14 giugno 2026
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Tre Secoli: intrecci di tempo, terra e persone

Tra le colline del Monferrato, patrimonio mondiale dell’UNESCO, in un paesaggio modellato da generazioni di vignaioli dal 1887, la mostra mette in dialogo il lavoro di Fabio Taramasco con il territorio della cantina, luogo di memoria, trasformazione e continua ricerca. Qui, dove i vigneti disegnano lo spazio come una trama viva e le cantine custodiscono il tempo lento dell’attesa e quello dinamico dell’innovazione, la pratica dell’artista trova una risonanza profonda.

Taramasco agisce sulla ceramica come su una soglia, trasformandola da materia funzionale a linguaggio contemporaneo, capace di accogliere tensioni tra artigianato e visione, tra forma e immaginazione. Le sue opere, sospese tra ironia e dimensione onirica, dialogano con i processi della vinificazione: come il vino, anche la ceramica nasce da gesti, cura e trasformazione. In questo incontro, materia e paesaggio si riflettono, generando nuove possibilità di lettura. La cantina diventa così spazio espositivo e simbolico, in cui il patrimonio del territorio si intreccia con la ricerca artistica contemporanea, offrendo al visitatore un’esperienza che unisce cultura, natura e creazione.

  • Cantina Tre Secoli: Via Roma 2, Ricaldone (AL)
  • 6-7 giugno 2026
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