Tra le colline del Monferrato, patrimonio mondiale dell’UNESCO, in un paesaggio modellato da generazioni di vignaioli dal 1887, la mostra mette in dialogo il lavoro di Fabio Taramasco con il territorio della cantina, luogo di memoria, trasformazione e continua ricerca. Qui, dove i vigneti disegnano lo spazio come una trama viva e le cantine custodiscono il tempo lento dell’attesa e quello dinamico dell’innovazione, la pratica dell’artista trova una risonanza profonda.
Taramasco agisce sulla ceramica come su una soglia, trasformandola da materia funzionale a linguaggio contemporaneo, capace di accogliere tensioni tra artigianato e visione, tra forma e immaginazione. Le sue opere, sospese tra ironia e dimensione onirica, dialogano con i processi della vinificazione: come il vino, anche la ceramica nasce da gesti, cura e trasformazione. In questo incontro, materia e paesaggio si riflettono, generando nuove possibilità di lettura. La cantina diventa così spazio espositivo e simbolico, in cui il patrimonio del territorio si intreccia con la ricerca artistica contemporanea, offrendo al visitatore un’esperienza che unisce cultura, natura e creazione.
